Seguici anche su: Move your mouse over me Move your mouse over me Move your mouse over me Move your mouse over me Move your mouse over me Move your mouse over me

13 giugno 2011
Post di Mad in Italy!
Il Café Curriculum alla nuova sede del Polimoda.

Il secondo appuntamento fiorentino con il Café Curriculumn si terrà domani martedì 14 giugno presso la nuova sede del Polimoda.

Sarà la splendida cornice di Villa Favard, recentemente ristrutturata e riportata all’antico splendore, a costituire lo scenario del secondo appuntamento fiorentino con il Cafè Curriculum. Ad ospitarci in Lungarno Vespucci, nel cuore di Firenze, è il Polimoda che da pochissimo ha inaugurato la nuova sede del centro alta formazione settore moda, negli spazi delle Scuderie della Villa.

All’interno di questi suggestivi ambienti, dalle 11.00 alle 15.00, ci sarà una postazione Mad in Italy in cui il team Mad darà modo a tutti i partecipanti di raccontarsi in modo originale, o di rilasciare una propria breve presentazione di fronte alla telecamera.

Anche questa sarà l’occasione per gustare insieme un Caffè Carbonelli, “Azienda Mad” partner dell’iniziativa.

Ci aspettiamo molta partecipazione e tanta creatività dato che il Polimoda ha costituito la fonte dei primi Mad Curricula pubblicati sul nostro sito.

Ricordiamo, a tal proposito, che tutti i contributi verranno pubblicati nella speciale sezione Mad Curricula, e che i contributi più originali riceveranno il loro momento di visibilità nella rubrica “Le faremo sapere!” che su questo blog, settimanalmente, dà spazio ai Mad Curricula più frizzanti.

9 giugno 2011
Post di Mad in Italy!
La storia Mad! di Federico Grom, Guido Martinetti e Grom.

La nostra missione è produrre il gelato più buono del mondo.

Nel maggio 2003 due amici, Guido Martinetti e Federico Grom, decisero di aprire la prima gelateria Grom nel centro di Torino: apparentemente nulla di strano, ma in realtà non si trattava di una gelateria come le altre: “L’idea Mad! è stata quella di fare dei passi indietro, – dice Guido Martinetti – provare a gestire al meglio l’agricoltura, personalmente o attraverso i nostri fornitori, per avere le migliori materie prima con cui fare un gelato che avesse un gusto pulito, semplice, che portasse in qualche modo ad antiche memorie: all’inizio tutti pensavano fossimo veramente Mad!, oggi forse un po’ meno, ma fare un’agricoltura veramente di qualità, coltivare ad esempio le fragole così, in campo aperto piuttosto che in serra, rimane molto, molto Mad!”.

Dopo soli otto anni di attività, le gelaterie Grom sono diventate quasi quaranta, sparse per tutta la penisola e presenti anche in Giappone, Usa e Francia: il gelato Grom, quello fatto davvero come una volta, è diventato un successo internazionale, un’altra brillante testimonianza del valore di un’idea Mad!

A questo link trovate l’intervista integrale a Federico Grom e Guido Martinetti, fondatori di Grom.

6 giugno 2011
Post di Mad in Italy!
Riprende la caccia ai Mad Curricula con due nuovi appuntamenti del Café Curriculum.

Un evento di ToscanaIn sul “Personal Branding” ed una postazione Mad in Italy al Polimoda faranno di Firenze il prossimo territorio di caccia dei nuovi video curricula.

La prima battuta si terrà durante l’evento “Personal Branding: come aumentare le proprie opportunità formative e professionali col web 2.0” organizzato dall’associazione ToscanaIn che si svolgerà mercoledì prossimo 8 giugno, dalle 19 alle 22 presso la Sala convegni del SUC (Spazi Urbani Contemporanei) in Piazza delle Murate a Firenze.

Se dunque vi interessa il tema del personal branding, non solo potrete confrontarvi con gli esperti del settore che interverranno durante il dibattito, ma avrete subito l’opportunità di mettere in pratica la vostra attitudine a presentarvi in maniera creativa ed originale registrando il vostro video curriculum di fronte alla telecamera di Mad in Italy. Sarà anche l’occasione per assaporare insieme un gustoso Caffè Carbonelli, “Azienda Mad” che supporta l’iniziativa.
Vi invitiamo dunque ad iscrivervi numerosi all’evento.

Il secondo appuntamento fiorentino con il Café Curriculumn si terrà il martedì 14 giugno presso il Polimoda, autentica fucina dei primissimi Mad Curricula pubblicati sul nostro sito.

In questa occasione presso la sede del Polimoda in Via Pisana, 77 a Firenze, dalle 10.30 alle 15.00 ci sarà una postazione Mad in Italy in cui il team Mad darà modo a tutti i partecipanti di raccontarsi in modo originale, o di rilasciare una propria breve presentazione di fronte alla telecamera. Anche questa sarà l’occasione per gustare insieme un Caffè Carbonelli, “Azienda Mad” che ha deciso di iniziare a vendere i suoi prodotti principalmente attraverso Ebay e in pochissimo tempo è riuscita a moltiplicare il suo fatturato diventando uno dei primi venditori sul sito delle aste online.

Ricordiamo che tutti i contributi verranno pubblicati nella speciale sezione Mad Curricula, e che i curricula più originali ed interessanti riceveranno il loro momento di visibilità su questo blog nella rubrica settimanale “Le faremo sapere!

1 giugno 2011
Post di Mad in Italy!
Omaggio all’ultimo imperatore.

Se l’Italia è riuscita ad imporsi nel mondo come Paese di riferimento per la moda e l’eleganza, buona parte del merito va attribuito al talento ed alla capacità imprenditoriale di un grande stilista: Valentino Garavani.

Un nome che diventa un marchio: tantissimi si chiamano come lui, ma soltanto una persona è Valentino.
Nato a Voghera nel 1931, Valentino Garavani ha mostrato sin da giovanissimo un talento ed un interesse straordinario per il mondo della moda. Aperto nel 1959 il suo atelier personale a Roma, nella centralissima Via Condotti,  pochi mesi dopo entra in società con l’amico Giancarlo Giammetti, figura che accompagnerà Valentino in tuta la sua carriera di stilista.

Inizia così l’epopea di una casa di moda che in breve tempo diviene un punto di riferimento per l’haute couture mondiale: i vestiti  nati dal genio di Valentino, eleganti nelle forme, pregiati nella lavorazione sartoriale,  fanno letteralmente impazzire le donne più importanti del jet set internazionale, consegnando allo stilista fama e popolarità.

La casa di moda Valentino cavalca i decenni e le mode che si succedono mantenendosi sempre nella ristretta elite dei più prestigiosi e lussuosi marchi di moda del mondo, un successo cui si lega indissolubilmente la celebrità del suo fondatore, tale da permettergli di diventare ne 1971 il soggetto di una serie di ritratti di Andy Warhol.

Oltre all’indiscusso valore della sua attività come stilista, il segreto del successo della maison sta anche nella capacità imprenditoriale di Valentino e del suo collaboratore Giancarlo Giammetti.

Nel 1968 l’intera collezione Valentino viene per la prima volta griffata con il monogramma “V”, ad identificare ogni capo come appartenente alla grande famiglia Valentino: lo stilista inventa così l’uso commerciale del logo nella moda, una introduzione che rivoluzionerà il mercato internazionale, consentendo alle case stilistiche di diventare veri e propri brand da promuovere e vendere attraverso un efficace lavoro di marketing.

Che dire poi del rosso Valentino? Una tonalità di rosso forte, passionale, emozionante; un colore creato ed amato dallo stilista perché capace di esprime appieno la sua filosofia estetica, divenuto punto di riferimento costante in tutta la sua produzione, sino alla conclusione della  sua attività, avvenuta nel 2007, a quarantacinque anni di distanza dalla nascita dell’omonimo marchio.

L’addio alla moda di Valentino è divenuto anche il soggetto di un film documentario uscito nel 2008, “The last emperor”, diretto dal regista americano Matt Tyrnauer,  un vero e proprio tributo ad un uomo che, grazie al  talento ed al lavoro, è riuscito a trasformare il proprio nome in un sinonimo di classe, bellezza ed eleganza.

30 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
L’impegno ecologico delle imprese vitivinicole italiane.

Sulla scia della Bio Bottle di Acqua Sant’Anna, protagonista delle nostra ultima Storia Mad, continua il nostro viaggio nell’individuazione di progetti e produzioni ecosostenibili nelle imprese italiane.

Dopo Med in Italy l’abitazione ecologica che protegge dal caldo risparmiando e producendo energia, ci occupiamo questa settimana di come il settore della produzione vinicola, che caratterizza fortemente il tessuto imprenditoriale italiano, sta affrontando il tema del basso impatto ambientale.

A fornirci preziosi dati è il recente sondaggio effettuato da Winenews in collaborazione con Vinitaly lo scorso febbraio. Dall’indagine emerge un considerevole incremento delle aziende vinicole italiane che hanno adottato progetti ecologici per diminuire l’impatto ambientale nelle loro prassi produttive.

È così che hanno fatto ingresso, nelle imprese enologiche italiane, soluzioni come il fotovoltaico e  le biomasse, il risparmio idrico ed energetico, l’impiego di bottiglie in vetro alleggerito ed in generale packaging ecocompatibile. Scelte che incontrano il favore della maggioranza degli appassionati italiani di vino per i quali, secondo i dati del sondaggio, l’impegno ecologico della cantina produttrice rappresenterebbe non solo un motivo in più per acquistare il vino, ma anche un ulteriore vantaggio competitivo che il vino italiano potrebbe vantare sui mercati internazionali.

A noi di Mad in Italy piace però parlare di casi concreti facendo “nomi e cognomi” di aziende che hanno adottato o stanno adottando soluzioni eco-friendly nelle loro produzioni. In questo ci vengono in aiuto le case-history emerse nella conferenza internazionale “Eco-sostenibilità e vantaggio competitivo nelle imprese agricole” promossa da E.On e Vinitaly e svoltasi il 23 febbraio 2011 presso Verona Fiere.

Marchesi Antinori che ha adottato forniture di energia provenienti da fonti rinnovabili, avviato sperimentazioni per produzione di energia da biomasse e utilizzo di biodiesel per tutti i macchinari agricoli impiegati. Per il futuro l’orientamento sulle prassi produttive della casa vinicola fiorentina verte sull’impiego di cantine interrate e su sistemi di irrigazione sotterranea per minimizzare l’uso dell’acqua (che sarà raffreddatta naturalmente tramite sonde geotermiche), mentre sul versante del prodotto ci sarà attenzione ai pesi dei packaging, ai materiali di imballo e all’ottimizzazione dei trasporti.

Berlucchi, le cui cantine in Franciacorta aderiscono al Progetto Ita.Ca per il monitoraggio delle emissioni di gas serra, hanno ridotto il ricorso alla chimica utilizzando le vinacce come sostanze organiche, adottato il fotovoltaico come componente integrante dell’impiego di energia.

Planeta che con il suo protocollo “Planeta Terra” ha realizzato “cantine invisibili” per salvaguardare la morfologia dei territori, ha impiegato il fotovoltaico per alimentare interamente le cantine, ha utilizzato le biomasse derivanti da potature e le vinacce come ammendante organico per i vigneti, ha avviato un ritorno massiccio ai tappi naturali.

Arnaldo Caprai che dal 2008 sta rilevando le emissioni di carbonio nella produzione, con l’obiettivo di limitare quelle non indispensabili e che ha dato vita al progetto “Montefalco 2015, the new green revolution” che raccoglie una decina di realtà produttive del territorio umbro attorno alla finalità di estendere l’adozione di pratiche produttive innovative ed eco-sostenibili.

Santa Margherita che oltre all’introduzione del fotovoltaico ha adottato sistemi per il recupero di calorie e frigorie nei processi di stabilizzazione e aderito al progetto “Zignago Power” per la realizzazione di una centrale elettrica da biomasse per coprire l’intero fabbisogno della cantina.

Sella & Mosca che ha ridotto l’impiego di fitofarmaci, adottato macchine per trattare i vigneti con un risparmio del 50% di principio attivo e minor consumo d’acqua e carburante, avviato sistemi di irrigazione localizzata e tecniche agronomiche per ridurre il fabbisogno d’acqua delle viti.

Una menzione particolare va infine dedicata a Salcheto che con il progetto “Salcheto Carbon Free” è risultata la prima azienda italiana ad aver calcolato le emissioni di una bottiglia di vino risultate pari a 1,83 kg di CO2 per tutto il suo processo produttivo: produzione, imbottigliamento, confezionamento e distribuzione.
Rilevazione che ha avviato l’adozione di un processo produttivo finalizzato a ridurre drasticamente il dato emissivo: calore prodotto con la combustione di biomasse, raffreddamento naturale ottenuto con il geotermico, energia fotovoltaica, accorgimenti strutturali e progettuali che stanno portando Salcheto verso l’impiego della prima cantina “off-grid”, vale a dire una struttura produttiva totalmente autosufficiente sul piano energetico. Ma non è tutto.
L’impegno di Salcheto nei confronti dell’ambiente si manifesta anche sul fronte della realizzazione degli imballaggi e del packaging: le bottiglie sono imballate con separatori antiurto ricavati con gli scarti della lavorazione di pannolini ecologici e le cassette in legno sono ottenute con il riutilizzo dei pancali usurati. Nella confezione in legno si trova poi in regalo un sacchetto con semi di piante aromatiche, per invitare l’acquirente ad impiegare la cassetta in legno come fioriera senza bisogno di togliere i separatori che diventano un substrato capace di integrarsi con il terriccio di riempimento in soli 4 mesi.

27 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

Dal Café Curriculum il video curriculum della settimana.

Il curriculum della settimana è di Michele D’Amico, creativo freelance che opera  in ambito di digital communication e web marketing.

Esperienze professionali molto varie, lo hanno portato a confrontarsi con realtà anche distanti dal mondo della comunicazione e dall’Italia. Un percorso di crescita umana che comunque lo ha condotto a cimentarsi, con maggiore convinzione, in progetti creativi che trovano nel web il loro campo elettivo di realizzazione.

Auguriamo a Michele di poter continuare ad esprimere la sua creatività in progetti sempre nuovi e stimolanti e lo ringraziamo per il suo video contributo.

Appuntamento alla prossima settimana con un altro Mad CV direttamente dal Café Curriculum.
Nel frattempo continuate ad inviarci le vostre presentazioni Mad!

25 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
L’uomo che sconvolse l’Italia con un paio di jeans.

Nel 1973, a soli ventinove anni di età, Maurizio Vitale era al comando del brand sportivo Robe di Kappa e del marchio di jeans Jesus; un ruolo che seppe gestire con la creatività e lo spirito tipico del vero imprenditore Mad!

Busto femminile  in primo piano, un paio di jeans attillati ad esaltare l’avvenenza delle forme, una cerniera abbassata quanto basta, uno slogan dirompente a fianco dell’immagine: “Non avrai altro jeans all’infuori di me”.

Ed è subito scandalo.

L’Italia benpensante e pruriginosa di inizio anni Settanta venne sconvolta dalla nuova campagna del marchio di jeans Jesus, nomen omen:  un messaggio blasfemo per alcuni, rivoluzionario per altri, fra cui anche Pier Paolo Pasolini, che scrisse sull’argomento un famoso articolo per il Corriere della Sera.

Emanuele Pirella ed Oliviero Toscani, rispettivamente pubblicitario e fotografo, furono i creatori della campagna; ma chi fu il mandante? Quale l’imprenditore che decise di lanciare il suo marchio sfidando apertamente le convenzioni del tempo, garantendosi così gli strali di un indignato Osservatore Romano e di buona parte dell’opinione pubblica?

Il suo nome era Maurizio Vitale, piemontese, proprietario dell’azienda MCT, Maglificio Calzificio Torinese, storica fabbrica d’abbigliamento destinata ad un inarrestabile declino, se non fosse stato per questo giovane ventinovenne sveglio e smaliziato.

La seconda campagna, se possibile, creò ancor più scompiglio: “Chi mi ama mi segua” predicava il messaggio, con in primo piano un esuberante fondoschiena fasciato da short Jesus. Una nuova  provocazione che lanciò definitivamente il marchio, portando i suoi jeans nei negozi più in voga d’Italia e del mondo.

Considerare Maurizio Vitale soltanto come l’uomo delle campagne sensazionalistiche non rende giustizia al suo talento di imprenditore e uomo d’affari; Vitale riuscì a trasformare in realtà un’impresa commerciale sognata da tanti a cavallo fra anni Settanta ed Ottanta: nel 1979 Jesus fu la prima azienda a raggiungere un accordo con l’URSS per produrre i suoi jeans in territorio sovietico.

L’indumento icona dello stile made in USA  penetrava così nel cuore della superpotenza comunista ed antiamericana grazie al coraggio ed alla sfrontatezza di un imprenditore che non si poneva limiti, arrivando persino a scavalcare quella famigerata cortina di ferro che ancora appariva invalicabile.

Purtroppo la corsa verso il successo di Maurizio Vitale trovò nell’Aids un oppositore feroce e spietato che lo costrinse alla resa: nel 1987 Jesus Jeans e tutta l’industria italiana persero uno dei più brillanti e promettenti imprenditori del panorama nazionale, una persona da amare per la sua genialità, da seguire per il valore delle sue idee.

23 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
La casa ecologica che protegge dal caldo: il progetto “Med in Italy”.

L’assonanza con il nostro nome non poteva passare inosservata, perlopiù se si tratta di un progetto di ricerca, innovazione e creatività tutto italiano, ecosostenibile e socialmente utile, che è stato ammesso ad una importantissima competizione internazionale.

Med in Italy”  non è un refuso ma un progetto che coinvolge docenti e studenti dell’Università di Roma Tre ed il Laboratorio di disegno Industriale dell’Università La Sapienza, raccolti in un team che ha ideato e progettato una casa ultra ecologica, adatta alle esigenze climatiche e allo stile di vita del Mediterraneo (da cui il “Med” della denominazione) e con caratteristiche strutturali che la rendono resistente al cambiamento climatico, idonea per il turismo sostenibile e adatta ad un impiego socialmente utile.

Si tratta infatti di una unità abitativa che nonostante necessiti di un quarto dell’energia impiegata nelle abitazioni tradizionali è in grado di produrne sei volte rispetto a quella che effettivamente consuma. Una casa che può essere realizzata in due giorni ed edificata in otto. Tempi che la rendono adeguata a rispondere ad emergenze di post calamità o a crisi di tipo umanitario, come quelle derivanti da imponenti ondate migratorie causate dagli esodi che coinvolgono le  zone belliche.

Med in Italy è dunque la prima abitazione bioclimatica incentrata prevalentemente sull’attenzione all’isolamento dal caldo piuttosto che a quello dal freddo, proprio perché nell’area del Mediterraneo è il caldo ad assumere  una maggiore rilevanza in termini di consumo energetico generato dal raffreddamento condizionato degli ambienti.

Ma diamo qualche dato numerico: Med in Italy produce 11.400 kWh, consumandone solo 1.900 e rendendo quindi disponibile all’immissione in rete circa 9.500 kWh; senza rinunciare a tutti i comfort tecnologici della vita domestica (illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento dell’acqua ecc.). Un casa di questo tipo, nell’arco di 20 anni eviterà l’emissione in atmosfera di 121 tonnellate di anidride carbonica, come se chi la abita avesse piantato un piccolo bosco di 120 alberi.

Insomma, un progetto che ben merita di essere il primo prototipo Italiano ad essere stato ammesso alla fase finale del prestigioso Solar Decathlon, l’olimpiade dell’architettura green lanciata nel 1999 da Dipartimento dell’Energia degli USA, che si terrà a Madrid nel settembre del 2012.

Grazie a Med in Italy al Solar Decathlon non accederà soltanto un progetto frutto di un riconoscimento alla capacità italiana nell’ambito della ricerca e dell’innovazione  tecnologica,  architettonica, energetica ed ambientale, ma un vero e proprio stile di vita.

Lo stile di vita Mediterraneo incarnato non solo dall’estetica dell’abitazione, che prevede pareti realizzabili con materiali locali per adattarsi a tutti i paesaggi, ma anche dal design e dalla progettazione degli spazi, ispirati all’antichissima tradizione architettonica dell’area mediterranea e adeguati ai ritmi e alle pratiche quotidiane che caratterizzano il nostro modo di vivere ed esperire l’ambiente domestico.

Un in bocca al lupo per Madrid a Med in Italy dal team di Mad in Italy!

20 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

Dal Café Curriculum il video curriculum della settimana.

Il curriculum di oggi è di Tommaso Chiantini, studente di comunicazione a Siena che ha abbinato allo studio alcune esperienze professionali in ambito radiofonico  che ha trovato molto stimolanti sia per il contatto con le persone  che per l’aspetto tecnologico ed informatico  ambito verso il quale è orientata la propria propensione professionale.

Anche Tommaso vede nei Mad Curricula una valida occasione per poter far circolare in rete un modo semplice e diretto di presentare le proprie conoscenze e capacità.

Auguriamo a Tommaso di realizzare al più presto le sue aspirazioni e lo ringraziamo per il suo video contributo.

Appuntamento alla prossima settimana con un altro Mad CV direttamente dal Café Curriculum. Nel frattempo continuate ad inviarci le vostre presentazioni Mad!

18 maggio 2011
Post di Mad in Italy!
Armando Testa, quando la pubblicità diventa arte.

Il suo talento poliedrico non può rinchiudersi nella sola definizione di “pubblicitario”. Armando Testa è stato molto di più:  artista a tutto tondo, pittore, designer, tipografo e, certo, anche inventore di celebri campagne ormai entrate nella leggenda della pubblicità italiana.

Quando nel 1958 venne istituito un concorso nazionale per scegliere il manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Roma ’60, Armando Testa non esitò un secondo ad iscriversi e partecipare. Il suo lavoro venne decretato vincitore ma, si sa, in Italia molto spesso le cose non funzionano come logica vorrebbe: il concorso venne invalidato, il lavoro rifiutato e, di lì a poco, venne presentato il bando per un concorso nuovo di zecca. Alla fine delle consultazioni la giuria decretò un nuovo vincitore, un grafico che rispondeva al nome di…Armando Testa.

Questo piccolo aneddoto ci racconta tanto delle capacità artistiche di Armando Testa, un uomo che ha rappresentato con la sua produzione un ponte tra arti espressive e mondo della pubblicità.

Nato a Torino nel 1917, introdotto alla pittura astratta dal maestro e letterato Ezio D’Errico, Testa frequenta la scuola tipografica Vigliardi-Paravia,ed inizia la sua carriera proprio nella veste di tipografo, attività troppo limitata per le sue potenzialità: nel 1946 decide di aprire un piccolo studio grafico nella sua Torino, punto di partenza di un’ascesa continua che lo porterà nel 1956 a fondare una vera e propria agenzia di pubblicità, lo Studio Testa.

Sono gli anni del boom economico: le aziende crescono e hanno bisogno di farsi conoscere; Testa viene in loro aiuto creando alcune delle campagne di maggior successo della storia del nostro Paese, piccoli grandi capolavori che diventano fenomeni di costume, personaggi da ricordare, slogan da ripetere: Caballero e Carmencita per Lavazza, l’ippopotamo Pippo per Lines, la bionda Peroni (“Chiamami Peroni, sarò la tua birra”), il famoso manifesto per il digestivo Antonetto, Papalla per Philco.

Un successo dietro l’altro che consolidano lo Studio Testa come punto di riferimento per l’intera industria nazionale, e rendono il suo fondatore un modello a cui, ancora oggi, ogni pubblicitario si ispira nell’arduo tentativo di creare una comunicazione che possa aspirare ad essere considerata arte.

Bloop Comunicazione Virtuosa Festival della Creativitá Creatives are bad Doctor Brand
Fondazione Sistema Toscana Intarget Group Intoscana.it Invertising Milc
MagNews by Diennea Master in Comunicazione d'Impresa Pmicamp Polimoda Rete Ventures
ToscanaLab TP Pubblicitari Professionisti Toscana In