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4 febbraio 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

In attesa di ricevere altri contributi con i vostri folli curricula, utilizziamo questa rubrica per rilanciare sul blog le brevi presentazioni che noi raccogliamo quando siamo “on tour” con Mad in Italy!

Una valida alternativa al Mad Curriculum è la possibilità di rilasciare una propria breve presentazione di fronte alla nostra telecamera, nelle occasioni in cui ci potete incontrare quando siamo presenti con Mad In Italy ad eventi, convegni e presentazioni nelle università.

Oggi iniziamo con il contributo di Federica Pacini, simpatica studentessa fiorentina del Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università di Siena, appena entrata a far parte della squadra dei folli che stanno portando avanti il progetto Mad in Italy!

Ringraziamo Federica per il suo videomessaggio, invitandovi a continuare ad inviarci le vostre presentazioni Mad!

3 febbraio 2011
Post di Mad in Italy!
Buttati, Italia!

Il bagno in una fonte più famoso della storia del nostro cinema, è senza dubbio quello di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni ne “La Dolce Vita” di Federico Fellini.

Tuffarsi nottetempo nelle acque di Fontana di Trevi rappresenta la voglia del regista dei sogni, di descrivere gli anni del boom economico con un’infrazione delle regole.

Mastroianni, in quella scena non è Marcello; è tutta l’Italia di quegli anni, un paese che vede l’Europa che cresce e vuole imitarla.

La bellissima Anita, simboleggia la seduzione di un’opportunità che sta nell’assecondare il desiderio di emulazione nei confronti di chi sta avendo successo, di chi è riuscito a fare, della rottura degli schemi e delle convenzioni che frenano lo sviluppo italiano, uno stile di vita.

La grandezza di Fellini sta nel raccontare la sua contemporaneità passando da elementi della narrazione che rendono il film, e quel frammento in particolare, eternamente validi. La volontà di seguire percorsi che infrangono gli schemi dell’abitudine e della convenzione, valeva ieri così come oggi.

E anche guardare, con l’ammirazione carica di desiderio che riempie gli occhi di Marcello, le realtà produttive che, dagli altri paesi del mondo, diventano dei fari per lo sviluppo di idee nuove per l’economia italiana, porta da sempre i nostri imprenditori a buttarsi in quella fontana che si chiama innovazione e le cui acque si chiamano idee.

Il personaggio interpretato da Mastroianni, sentendosi chiamare da quella meraviglia svedese, risponde accettando di immergersi con tanto di abito da cerimonia: “Ma si, stiamo sbagliando tutto! Abbiamo sbagliato tutto!”.

In quel personaggio c’è molto di quello spirito che noi abbiamo intravisto negli occhi degli imprenditori Mad in Italy del passato e del presente.

2 febbraio 2011
Post di Mad in Italy!
Mad Master!

Con questo guest-post ricambiamo con immenso piacere l’ospitalità offertaci dal Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università di Siena, che poche settimane fa ha dato la possibilità di presentare il progetto Mad in Italy! in un piacevole e stimolante incontro-lezione con gli allievi della sua quinta edizione.

Nelle righe che seguono Giuseppe Segreto, docente e responsabile dei rapporti con le imprese del Master, ci svela lo spirito “Mad!” che contraddistingue il Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università di Siena.

“Pochi giorni fa, il Ministro dell’Università Mariastella Gelmini, nel corso di un dibattito televisivo, ha dichiarato che i Corsi di laurea in Scienze della comunicazione (o in “altre amenità” del genere…) sono inutili e non aiutano a trovare lavoro:

In passato anche altri esponenti dell’attuale governo, a partire dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, avevano sostenuto la necessità di indirizzare i giovani del nostro paese verso percorsi di studio incentrati su saperi e competenze tecniche e non certo verso improduttivi corsi di comunicazione. Una tesi, quest’ultima, fatta propria (sic!) anche da noti anchorman televisivi:

Anche il mondo delle imprese, spesso, non è benevolo nei confronti della comunicazione. È, per esempio, esperienza diffusa fra gli operatori della comunicazione – ed una campagna come “Mettiamocilatesta” ne è simbolo – il fatto che, al primo sentore di crisi economica, il primo settore aziendale a risentire di possibili tagli è quello della comunicazione.

Insomma, bisogna essere proprio “mad” per investire nella progettazione e nello sviluppo – in Italia! – di un corso di alta formazione in comunicazione d’impresa. Eppure è proprio quello che facciamo noi del Master in Comunicazione d’impresa dell’Università di Siena, che, non a caso, siamo stati anche, fin dall’inizio, dei convinti sostenitori del progetto Mad in Italy!.

Noi, invece di dire “basta”, cerchiamo di adeguare continuamente la nostra programmazione didattica alle continue trasformazioni che interessano i linguaggi, gli strumenti e le tecnologie della comunicazione.  Invece di dire, come hanno già fatto molti altri colleghi, “sai che c’è, noi ce ne andiamo all’estero!”, continuiamo a fare ricerca, finanziando, di anno in anno, progetti scientifici i cui risultati abbiano concrete ed immediate possibilità di essere implementati nell’ambito dei servizi alle imprese. Noi, soprattutto, non facciamo altro che spingere i ragazzi che incontriamo nelle aule universitarie a provarci sempre, a fare appello a tutta la creatività e a tutta la passione che possiedono per mettersi in gioco e riuscire così ad esprimere il proprio talento, riuscendo magari ad intraprendere dei nuovi progetti imprenditoriali. E tutto questo lo facciamo promuovendo progetti come pmicamp, parlando continuamente di innovazione, di sviluppo, di opportunità e mostrando, come incitava a fare proprio su questo blog Enrico Finzi, esempi di imprenditività positiva e case history di successo.

Anche perché – saremo degli inguaribili sognatori – riteniamo di poter contare, in prospettiva, su uno scenario di mercato in cui le professioni della comunicazione siano ritenute sempre più strategiche all’interno di qualsiasi progetto d’impresa.

In questo senso – forse siamo dei sognatori, ma amiamo essere anche pragmatici – alcuni dati sulle dinamiche del mercato del lavoro nell’ambito delle pubbliche relazioni e, in generale, della comunicazione d’impresa dimostrano come si tratti di un insieme di conoscenze e di competenze sempre più richieste dalle imprese. Ebbene, questo lo diciamo confortati da quanto scriveva recentemente il New York Times con riferimento agli Stati Uniti.

Tuttavia anche in Italia, stando almeno ai dati di Almalaurea ma anche – ci sia consentita una piccola nota d’orgoglio – alle rilevazioni di placement dei nostri ex allievi, le cose, per chi opera nel campo della comunicazione, non sembrano andare poi così male come le descrive il ministro Gelmini.”

31 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Luisa Spagnoli: l’eclettismo al femminile.

Se qualcuno pensa che l’imprenditoria femminile in Italia sia una conquista recente, forse non conosce la storia di Luisa Spagnoli. La vita di Luisa è un continuo susseguirsi di incontri, idee ed invenzioni. Per molti Luisa Spagnoli resta un marchio di abbigliamento per signore, ma forse pochi sanno che dietro quel nome ci sono vere proprie intuizioni Mad in Italy!

La giovane Luisa Sargentini, figlia di un pescivendolo e di una casalinga di Perugia, aveva soltanto ventuno anni quando si sposò con Annibale Spagnoli. Insieme decisero di aprire una drogheria e iniziare a produrre confetti. L’incontro e la decisione di formare una società con Francesco Buitoni dette vita, nel 1907, alla nota Perugina. Lo scoppio della prima guerra mondiale, poi, lasciò Luisa da sola a gestire l’azienda che passò rapidamente da quindici a cento dipendenti.

Le vicende aziendali si intrecciano, come è logico, con quelle umane e, nel 1923, l’amore che era scoppiato, insieme alla guerra, tra la signora Spagnoli e il giovane figlio di Buitoni, molto più giovane di lei, portarono il marito di Luisa a lasciare la Perugina. Sono gli anni della creazione del mitico Bacio. Chissà se proprio questa passione fedifraga fu l’ispirazione per la creazione di quel nome mitico.

Il suo inarrestabile eclettismo aprì la mente di Luisa verso uno scenario del tutto diverso da quello della produzione di cioccolatini. L’allevamento di conigli d’angora a cui la nostra signora aveva da tempo deciso di dedicarsi, sfociò in una nuova idea di impresa. Aveva capito che pettinando semplicemente i morbidi conigli, senza ricorrere a tosature che considerava violente, si poteva ottenere e filare una pregiata lana d’angora. Fu così ottenuta la materia prima per confezionare i manufatti tessili, fiore all’occhiello della casa di abbigliamento che nel futuro avrebbe portato il suo nome.

L’impegno di Luisa nei confronti dei suoi dipendenti, la occupò a lungo anche nella costruzione di strutture del tutto innovative per l’epoca, come gli asili nido che permettevano alle donne di poter lavorare ed emanciparsi.

Un terribile tumore alla gola la portò via ai suoi figli, che negli anni successivi dettero vita al marchio Luisa Spagnoli e realizzarono un’altra delle sue tante meravigliose idee un po’ pazze: la Città della Domenica, il primo parco divertimenti italiano, che molti avrebbero voluto chiamare Spagnolia proprio in onore della signora Spagnoli.

28 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

Avendo appena lanciato la “storia Mad” di Anna Ferrino, la prima imprenditrice italiana in camicia di forza, questa settimana abbiamo scelto un Mad Curriculum femminile per la rubrica “Le faremo sapere!”.

Si tratta dell’accattivante videocontributo di Christina Sambak, studentessa di fashion marketing al Polimoda di Firenze, in cui ci racconta le tappe principali della sua stimolante e movimentata vita, ricca di molteplici esperienze internazionali che l’hanno guidata nella scelta di tornare in Italia ad approfondire con gli studi la sua passione per la moda.

Ringraziamo Christina per il suo Mad Curriculum, invitandovi a continuare ad inviarci le vostre presentazioni Mad!

26 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
La storia “Mad” di Anna Ferrino e di Ferrino.

Grazie ad un’idea del mio trisnonno siamo arrivati in cima al mondo.

Torino, 1870. Nella sua bottega, in via Nizza 107, Cesare Ferrino inventa una tecnica rivoluzionaria per rendere impermeabili i tessuti per tende e coperture. L’idea ha un successo immediato e, da quel piccolo negozio torinese, parte un viaggio lungo 140 anni che ha portato il marchio Ferrino a raggiungere i luoghi più lontani ed inaccessibili del nostro Pianeta.

Anna Ferrino ci tiene subito a precisarlo: “l’idea Mad non è stata mia, io sono la quinta generazione della famiglia Ferrino. L’idea Mad è stata del mio trisnonno Cesare Ferrino che nel 1870 ha inventato una formula per impermeabilizzare la tela di canvas”.
Ma in realtà Anna è comunque fortemente “Mad in Italy!”, perché ha raccolto e saputo attualizzare l’eredità dei 140 anni di una impresa cha ha fatto la storia del suo specifico settore.

Anna è Mad perché continua a puntare su nuove vie e ad aprire nuove possibilità per la sua azienda, dando ascolto a chi chiede a Ferrino di rendere possibili imprese veramente incredibili.

Scopriamo la storia di Anna Ferrino e di Ferrino, una delle tante storie di imprenditori “Mad” che fanno grande l’Italia grazie alla forza delle loro idee.

24 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Questi pazzi, pazzi italiani.

La storia del nostro Paese è ricca di personaggi geniali che hanno cambiato la vita di tutti noi con le loro idee rivoluzionarie. Alcuni di loro sono diventati i protagonisti del nostro Mad Quiz!

Potremmo definirli i grandi padri del Mad in Italy!
Parliamo di personaggi del passato che, grazie alle loro intuizioni, hanno fatto la storia d’Italia e non solo, trasformando le loro idee in oggetti che ancora oggi fanno parte della nostra vita quotidiana.

Abbiamo deciso di parlarvi di loro in modo originale e, soprattutto, interattivo: ecco a voi, dunque, Mad Quiz, un percorso a tappe creato all’interno di Youtube in cui passare di video in video indovinando ogni volta il personaggio di cui si sta parlando.

Chi di voi riuscirà a fare percorso netto, arrivando sino al quinto step senza commettere errori?
La sfida è lanciata.

21 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

Come annunciato lo scorso venerdì, iniziamo oggi con il rilancio dei curricula più Mad scelti tra quelli pubblicati nella sezione “Mad Curricula”.

Il Mad Curriculum di questa settimana è di Davide Grassi, Management Engineer e consulente in ambito Ict. La soluzione adottata da Davide, per presentare le sue competenze distintive, è stata quella di produrre un breve ed incisivo video che evidenzia i risultati del suo “self-googling”; sulla scia dell’ormai famoso “The Google job experiment” divenuto una case history internazionale per aver dimostrato come ottenere un colloquio di lavoro con un’intuizione creativa e poco dispendiosa.

Ringraziamo Davide per il suo Mad Curriculum, invitandovi a continuare ad inviarci le vostre presentazioni Mad!

20 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Gli schiaffi di Amici Miei e le due Italie.

C’è una sequenza nella storia del cinema italiano che fotografa perfettamente una spaccatura del nostro Paese. La scena degli Schiaffi alla Stazione di Amici Miei di Mario Monicelli.

Con questo frammento cinematografico, il regista ci descrive due Italie: quella conformista di chi sta sul treno accettando inerte orari, regole e ritardi e quella dissacrante e nichilista di chi su quel  treno non ci vuole salire affatto, anzi, si diverte a schiaffeggiare i passeggeri in partenza.

Ma queste due Italie sono anche quella del dinamismo di chi decide di muoversi, seppur stando alle regole degli altri, e chi non ne ha il coraggio e per questo rompe lo schema in maniera eclatante e, anche, seppur giocosamente, violenta.

Non c’è niente di Mad in Italy! in nessuna di queste due Italie: perlomeno non secondo la nostra visone.

Per noi lo spirito Mad, quello dell’imprenditore italiano, è lo stare sul treno, mettersi in movimento, magari alla guida della locomotiva, con un punta di cinismo che attinge sì dall’atteggiamento del Conte Mascetti e del Prof. Sassaroli, ma da una prospettiva del tutto diversa.

Il nostro Mad ce lo immaginiamo sul treno in partenza, nella sala macchine e con un braccio fuori dal finestrino a risvegliare con uno schiaffo i tristi passanti fermi sulla banchina della stazione in attesa di salire su un treno ideale che potrebbe non passare mai.

19 gennaio 2011
Post di Mad in Italy!
Anche gli inglesi scelgono il “Mad in Italy!”.

In occasione della lezione di presentazione del progetto “Mad in Italy!” al Master in Comunicazione d’Impresa dell’Università degli Studi di Siena, abbiamo scoperto che non sono solo gli studenti a prediligere un prodotto italiano nato da un’idea “Mad!”.

Anche a Siena, durante la lezione di presentazione di “Mad in Italy!”, abbiamo riproposto il giocoso esperimento “gianduiotto o Nutella?” con l’analogo esito ottenuto il mese scorso a Padova: la Nutella che sparisce in pochi istanti, saccheggiata dai primi che si alzano, i gianduiotti che vengono presi dai ragazzi meno solerti a precipitarsi verso la cattedra e che puntualmente rimangono sul tavolo. Un giochino che non serve assolutamente a denigrare il buonissimo gianduiotto, ma a marcare, attraverso un esempio concreto, la differenza tra un prodotto valido del made in Italy ed un prodotto che noi riteniamo rappresentativo del “Mad in Italy!”.

Ebbene, alla fine di questa nuova entusiasmante esperienza divulgativa, dove ancora una volta gli studenti hanno mostrato grande interesse e volontà di sostenere il progetto “Mad in Italy!”, abbiamo fatto una scoperta che potrebbe fornire una conferma internazionale all’esito del nostro semplice esperimento.

Al termine della lezione decidiamo di fermarci in un bar per rinfrescare l’ugola provata dalle due ore ininterrotte di presentazione. Sfogliando distrattamente “la Repubblica” del giorno prima (13 gennaio), che giace sopra uno dei tavolini del bar, ci imbattiamo in un titolo che cattura subito la nostra attenzione: “Addio marmellata di arance, gli inglesi scelgono la Nutella”.

Leggendo scopriamo che un pilastro dell’English breakfast, la marmellata di arance, viene sempre più largamente rimpiazzata con le cioccolate spalmabili, tra cui spicca la Nutella. Secondo le statistiche, nell’ultimo anno in Inghilterra sono stati consumati 175mila galloni in meno di marmellata di arance rispetto al 2009, pari ad un calo di circa 2 milioni di vasetti. Questo impressionante decremento si è accompagnato ad una crescita dell’8% delle vendite della Nutella, soprattutto tra i segmenti più giovani ed attivi della popolazione.

Chissà se replicando il giocoso esperimento presso un pubblico di studenti inglesi, sostituendo il gianduiotto con la marmellata di arance, si otterrebbe lo stesso risultato!
Dal made in Britain al “Mad in Italy!”?

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