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Storie
Ci vuole un pizzico di follia per dare vita a prodotti e servizi capaci di farsi apprezzare sui mercati nazionali ed internazionali. In questa sezione troverete storie che rappresentano la filosofia che muove lo spirito
dell'imprenditore "Mad in Italy!".

Paolo Malfassi, amministratore unico L'altra piadineria
“Siamo riusciti a fare sistema a partire da una piadina.”

“Hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola?” Sembra un verso come tanti di una canzone di Samuele Bersani, ma Paolo Malfassi capì che in quelle parole c’era molto più di un ritornello orecchiabile: grazie a questa ispirazione musicale nasceva “L’altra piadineria”, oggi una delle catene di piadinerie più importanti d’Italia. Questa è soltanto una delle tante storie di imprenditori “Mad” che fanno grande l’Italia grazie alla forza delle loro idee.

Mad: Qual è stata l’idea Mad su cui è basata la costruzione dell’impresa?
PAOLO MALFASSI: L’idea Mad dell’Altra Piadineria è quella di portare  un classico prodotto tradizionale della cucina italiana su tutto il territorio, e non limitarlo solo alla classica Riviera Romagnola. La maggioranza dei turisti che va in ferie nella Riviera Romagnola, infatti, assaggia questo prodotto tutti i giorni, sia  a pranzo che a cena, anche come snack. La nostra idea è stata quella di credere che in una città come Brescia, dove abbiamo sede, piuttosto che Milano o Roma, la piadina potesse diventare un’ottima pausa pranzo o uno snack.
La piadina viene farcita con ingredienti tutti italiani e il sistema di produzione è duplicato su tutto il territorio nazionale, grazie ad una capacità organizzativa che abbiamo sviluppato nel tempo. Un esempio di questa capacità è la collaborazione con Sammontana, che ci produce in esclusiva l’impasto per piadina e ce la distribuisce capillarmente su tutto il territorio. Questa collaborazione ci ha permesso di minimizzare tutti quei costi, specie distributivi, che oggi sono molto elevati in ambito alimentare.

Mad: Quali sono le difficoltà che hai riscontrato nel fare impresa in Italia?
PAOLO MALFASSI: Direi non troppe. Sicuramente, partendo dalla base di una preparazione economica come quella che ho, la difficoltà principale è stata nel rapporto con le leggi, nel rapporto con le istituzioni, ad esempio con le Asl di competenza.
Parlando di un prodotto alimentare, per poter aprire nuovi punti vendita abbiamo bisogno di seguire regolamenti sempre più restrittivi in ambito igienico-sanitario. Regolamenti che sono, per me, troppo soggettivi e poco oggettivi: un prodotto semplice come può essere una piadina, un panino o una pizza, deve rispettare dei regolamenti pazzeschi di igienicità.
Sicuramente, questi regolamenti molto restrittivi da una lato ci danno come risultato l’eccellenza di un prodotto alimentare italiano ma, dall’altro lato, impediscono uno sviluppo veloce e importante di questi piccoli laboratori artigianali che danno al territorio un servizio molto importante: dare all’utente finale un prodotto di alta qualità, cotto al momento, con salumi affettati al momento, con formaggi sciolti e non cotti, ad un prezzo che va dai 3.50 euro ai 4 euro.

Mad: Perché avete deciso di prendere un prodotto caratteristico di un territorio e portarlo su tutto il territorio nazionale?
PAOLO MALFASSI: Perché la mia esperienza personale mi portava a dire, e oggi lo posso confermare, che la piadina  è un prodotto esportabile in tutte le città.  Abbiamo ovviamente dovuto spostare la produzione della pasta, portandola dove era più congeniale per noi, e, una volta attuato questo procedimento, è stato molto semplice portare fuori la piadina dalla sua terra di provenienza.

Mad: E’ vero che la canzone di Bersani, “Freak”, è stato il punto di partenza che ti ha acceso l’idea di esportare la piadina romagnola?
PAOLO MALFASSI: La canzone di Bersani, che diceva di esportare la piadina romagnola, è stata per me uno stimolo e un incentivo per la ricerca di un prodotto da poter duplicare altrove. La piadina è un prodotto molto buono, molto locale e mangiato spesso. Io, bresciano di nascita, durante le mie estati passate sulla Riviera Romagnola, ho identificato grazie alla canzone un prodotto da poter esportare. L’ho ascoltata e ho ricevuto un input  che ho deciso di seguire.

Mad: Perché, nonostante le difficoltà della burocrazia che ci hai descritto prima, hai deciso di restare in Italia? L’Italia ha ancora un valore?
PAOLO MALFASSI: Sicuramente nel mio campo, ovvero l’ambito alimentare, il Made in Italy ha ancora un valore aggiunto pazzesco per storicità e per importanza.
Ho deciso di rimanere perché se riuscivo a vincere in Italia avrei avuto la sicurezza di poter estendere il mio progetto di successo in tutto il mondo.

Mad: Quali sono i risultati raggiunti da quando avete aperto? E qual è stato l’iter di crescita?
PAOLO MALFASSI: Ottimi, esattamente quello che ci aspettavamo. Ovviamente non avevamo l’idea di sviluppare l’azienda velocemente e abbiamo fatto dei passi sempre abbastanza piccoli. Siamo partiti nel 2003 con un primo punto vendita a Brescia (dove adesso abbiamo anche la sede legale) e nel 2004 con un secondo negozio.
Dal terzo negozio, avendo ovviamente solo due mani, abbiamo deciso di sposare il concetto del contratto di franchising, che permetteva di delegare quella che è la struttura del punto vendita e la sua gestione diretta, sia a livello di personale, di marketing  e produttivo. Grazie al franchising abbiamo potuto portare al di fuori di Brescia quella che era l’immagine del nostro primo punto vendita.
Così abbiamo aperto  un negozio prima a Parma e poi a Empoli. Empoli ci ha portato a Firenze, poi a Follonica, a Livorno, Grosseto e Siena. Dalla Toscana abbiamo avuto dei contatti con il Lazio: abbiamo aperto il primo punto vendita su Roma e sui colli Romani, per arrivare successivamente poi a Torino. Arriveremo a Milano, a Venezia e a Verona… Arriveremo dove vorremo.

Mad: In questo momento di crisi, replicare i costi, ad esempio della distribuzione, non è sempre sostenibile per le aziende. È importante quindi riuscire ad unire le forze di vari brand per portare ad un risultato che porti vantaggio a tutti?
PAOLO MALFASSI: Sicuramente. Oggi siamo in una grande crisi economica e tutte le grandi aziende, alimentari e non, stanno lottando per minimizzare il più possibile i costi ed eliminare le spese inutili e superflue.
L’idea Mad è stata appunto quella di cercare, prima di tutto, di far comprendere l’importanza del business della piadina alle aziende che collaborano con noi, prima fra tutte Sammontana.
Una volta capita la potenzialità, è stato molto più semplice per me sollevare dalla mia azienda i costi diretti di distribuzione e produzione, acquistando tali servizi da aziende alimentari già sviluppate che hanno distribuzione e produzione a livello capillare su tutto il territorio nazionale. Quindi la mia azienda è una bellissima realtà commerciale che chiede alle aziende partner di poter produrre, distribuire e commercializzare i prodotti italiani che noi utilizziamo per terminare e completare il nostro prodotto.

Mad: Quali sono i brand, a parte Sammontana, che collaborano con voi?
PAOLO MALFASSI: Il secondo brand più importante a livello alimentare è sicuramente Galbani. Galbani che, come recita la vecchia pubblicità, vuol dire fiducia e qualità; dato che anche  Sammontana per me vuol dire la stessa cosa, allora di conseguenza L’altra Piadineria vuol dire fiducia e qualità.

Mad: L’incontro con questi brand nasce da una logica di contatto umano, di amicizia?
PAOLO MAFASSI: Sicuramente  con l’amministratore di Sammontana c’è un rapporto umano e di amicizia ormai trentennale, nato sulle spiagge di una bella località toscana in cui avevo la fortuna di poter passare le mie ferie estive da ragazzino. L’amicizia  si è trasformata in qualcosa di più:  in una fiducia che oggi è la base dello sviluppo aziendale che oggi stiamo continuando ad avere.
Il rapporto con Galbani è stata una seconda fase: avendo potere d’acquisto e più negozi sul territorio italiano, abbiamo pensato ad una soluzione per la distribuzione di salumi e formaggi e abbiamo chiesto a Galbani di sposare il nostro business. Ad oggi ci sta supportando nel migliore dei modi.

Mad: Quali sono le ultime novità?
PAOLO MALFASSI: Dopo 28 negozi con il logo L’altra Piadineria, visto che ci  sentiamo davvero Mad!, abbiamo deciso di cambiare Logo. Ora vogliamo distinguerci:  il nostro prodotto è talmente buono che tanti cercano di copiarlo. Sempre più negozi che vendono piadine o simili utilizzano il nome “Piadineria” nelle loro insegne e noi non vogliamo che questi potenziali concorrenti confondano i nostri clienti. E’ per questo che abbiamo scelto un nuovo nome. Lo volevamo italiano, lo volevamo semplice e familiare, lo volevamo corto,  volevamo insomma dare un nome al nostro “bambino” ed abbiamo raggiunto il nostro obiettivo : GIANGUSTO sarà il nostro nuovo segno distintivo ed al più presto tutti i nostri negozi avranno le nuove insegne.

Mad: Perché tu, Paolo, ti senti Mad?
PAOLO MALFASSI: Perché in un momento difficile, a livello di crisi economica e di crisi sociale come quelle che stiamo vivendo in Italia, voglio continuare a investire su quell’italianità, su quell’estrosità e su quel concetto di qualità alimentare nazionale che è capace di dare grandi soddisfazioni. Questa idea è forse una  tendenza contraria a quella diffusa, ma mi piace andare un po’ in controtendenza.

Commenti

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  1. iccuk ha detto: Il 14 agosto 2012

    Complimenti davvero per il progetto di diffondere la popolarita' di questo prodotto che personalmente ritengo buonissimo. I prodotti tipici si stanno estinguendo, o meglio, perdono le caratteristiche originali e diventano prodotti di massa. E' difficile dall'altro lato mantenere le specificita' del prodotto, mantenerlo legato al territorio e allo stesso tempo diffonderne l'utlizzo.

    Ancora il progetto non prevede un suo lancio all'estero? Perche' non pensare al regno Unito, nello specifico al Londra, per testarne la fattibilita'? Londra e' un mix di culture, usi e CONSUMI e chi ci abita (come me) spesso non e' inglese di origine e per questo ricerca i prodotti originari della propria terra.

    Magari date un occhiata al nostro sito http://www.italchamind.eu e ai servizi che offriamo per questo tipo di iniziative.

    A presto!

  2. clarence ha detto: Il 29 luglio 2014

    schillinger@watercolorist.talents” rel=”nofollow”>.…

    tnx!!…

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“Siamo riusciti a fare sistema a partire da una piadina.”

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