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14 marzo 2011
Post di Mad in Italy!
La salute viene prima di tutto.

A pochi giorni dal centocinquantesimo anniversario della sua nascita vogliamo ricordare Achille Sclavo, uno dei personaggi più importanti di inizio Novecento nella lotta contro malattie allora incurabili .

L’Italia di inizio Novecento era ancora un Paese fortemente arretrato in campo sanitario, dove povertà e scarsa cultura rendevano ancora ai più sconosciuta la parola “igiene”.

Colera, salmonella, difterite erano ancora le principali cause di morte fra la popolazione e lo sforzo da compiere era davvero enorme sia nel campo della ricerca, al fine di trovare le giuste contromisure a queste malattie, sia nell’educare uomini e donne del tempo ad una migliore igiene personale, prima vera forma di difesa contro le infezioni.

Achille Sclavo, medico e ricercatore originario di Alessandria, decise di raccogliere entrambe le sfide, e lo fece eleggendo Siena come base delle sue operazioni. Trasferitosi definitivamente nella città toscana nel 1903, l’anno seguente decise di fondare nella sua stessa tenuta, immersa nella campagna senese, l’Istituto Siero e Vaccino Produttore, un’azienda collegata direttamente all’università che si occupava della ricerca, produzione e commercializzazione di nuovi medicamenti per combattere le malattie più comuni del tempo.

Da subito l’Istituto iniziò a produrre in quantità il siero anticarbonchioso che lo Sclavo stesso aveva scoperto qualche anno prima: il carbonchio era una malattia ancora diffusa in Italia, specie  fra gli allevatori di bestiame, bersaglio preferito dell’infezione visto che la prima fonte di contagio era proprio il contatto fra l’uomo e animali erbivori quali pecore, capre o cavalli.

L’Istituto continuò negli anni la sua crescita, specie in concomitanza con la Prima Guerra Mondiale, periodo in cui si specializzò anche nella produzione di sieri e vaccini contro tifo e colera. Ma l’impegno per la collettività di Achille Sclavo usciva ben oltre i confini dell’Istituto, andando ad occuparsi con dedizione del miglioramento delle strutture igieniche e sanitarie di Siena: fu merito suo se la città si dotò di un acquedotto che portava nelle case acqua potabile, così come nacquero grazie a lui una moderna rete fognaria e uno stabilimento di bagni pubblici con annessi ambulatori per visite mediche alla cittadinanza.

Rettore dell’Università di Siena, presidente dell’Associazione sportiva Mens Sana e del gruppo di Volontariato della Pubblica Assistenza, fondatore dell’Università per Stranieri, promotore dell’apertura di asili nido e scuole elementari nel centro della città, Achille Sclavo ha realmente svolto un ruolo pari a pochi nello sviluppo della città; anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1930, la sua azienda ha continuato ad essere un punto di riferimento per Siena, mantenendo così fede alla promessa del suo creatore che voleva dare “a Siena il primato della salubrità fra le città italiane”.

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