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Gli schiaffi di Amici Miei e le due Italie.
C’è una sequenza nella storia del cinema italiano che fotografa perfettamente una spaccatura del nostro Paese. La scena degli Schiaffi alla Stazione di Amici Miei di Mario Monicelli.
Con questo frammento cinematografico, il regista ci descrive due Italie: quella conformista di chi sta sul treno accettando inerte orari, regole e ritardi e quella dissacrante e nichilista di chi su quel treno non ci vuole salire affatto, anzi, si diverte a schiaffeggiare i passeggeri in partenza.
Ma queste due Italie sono anche quella del dinamismo di chi decide di muoversi, seppur stando alle regole degli altri, e chi non ne ha il coraggio e per questo rompe lo schema in maniera eclatante e, anche, seppur giocosamente, violenta.
Non c’è niente di Mad in Italy! in nessuna di queste due Italie: perlomeno non secondo la nostra visone.
Per noi lo spirito Mad, quello dell’imprenditore italiano, è lo stare sul treno, mettersi in movimento, magari alla guida della locomotiva, con un punta di cinismo che attinge sì dall’atteggiamento del Conte Mascetti e del Prof. Sassaroli, ma da una prospettiva del tutto diversa.
Il nostro Mad ce lo immaginiamo sul treno in partenza, nella sala macchine e con un braccio fuori dal finestrino a risvegliare con uno schiaffo i tristi passanti fermi sulla banchina della stazione in attesa di salire su un treno ideale che potrebbe non passare mai.
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Bellissima quest' analisi della scena del treno e la trasposizione inerente al "Progetto MadinItaly!"
Complimenti, proprio un bel pezzo!