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Storie
Ci vuole un pizzico di follia per dare vita a prodotti e servizi capaci di farsi apprezzare sui mercati nazionali ed internazionali. In questa sezione troverete storie che rappresentano la filosofia che muove lo spirito
dell'imprenditore "Mad in Italy!".

Danilo Ragona, designer Able to Enjoy
“A ruota libera su tutti i terreni.”

A dieci anni dall’incidente che lasciò Danilo in carrozzina,  la sua vita è cambiata in modo positivo ed inatteso: in questi anni ha costruito la sua felicità, il proprio lavoro ed anche una carrozzina di alto design arrivata sino all’Expo di Shangai. Questa è solo una delle tante storie di imprenditori “Mad” che fanno grande l’Italia grazie alla forza delle loro idee.

Mad: qual’é stata l’idea Mad su cui hai basato la costruzione della tua impresa?
Danilo: Io sono un Industrial Designer e ad oggi ho avviato un’impresa con il prodotto che ho disegnato e progettato e che ho chiamato “Able to enjoy”. Possiamo dire che, inizialmente, non avevo  l’obiettivo di costruire un’impresa ma che ciò è stato la diretta conseguenza di un percorso. Ho iniziato con il desiderio di voler costruire per me una mobilità migliore, con una grande attenzione a quello che era il desiderio della mia identificazione e del mio stile, nella vita di tutti i giorni. Così è nata la carrozzina che ho progettato e brevettato. Come fanno tutti i designer, ho provato a proporla ad aziende del settore già produttrici di carrozzine, ho cercato dei partner, ma in realtà non c’era l’obiettivo finale di realizzare un prodotto di successo, quanto piuttosto che questo oggetto potesse trasmettere il desiderio di vivere questa mia nuova condizione. Parlo di una nuova vita perché è da dieci anni che sono in carrozzina, a causa di un incidente in auto e questo ha portato dei grandi cambiamenti, che qualunque persona non vorrebbe vivere. Invece, stranamente, io ho costruito la mia felicità, il mio lavoro, la mia identità su questa nuova situazione. Da dopo l’incidente mi sono laureato, ho provato molti sport, mi sono sposato e separato, non mi sono tolto nulla di quello che desiderano tutte le persone. A partire da questo desiderio ho voluto costruire dietro al prodotto, tutta una serie di desideri ed emozioni. La scelta di un prodotto da parte delle persone, non deve essere obbligata. Io mi sono quasi innamorato del messaggio che oggi utilizziamo nella nostra impresa che è “Liberi di essere”, a cui aggiungo “Liberi di scegliere”. Voglio solo dare la possibilità ad altre persone che vivono nella mia stessa situazione, in alcuni casi migliore o peggiore, la possibilità di poter scegliere, di poter personalizzare il proprio prodotto e con esso trovare una propria identificazione.

Mad: Quali sono le difficoltà che hai riscontrato nel fare impresa in Italia?
Danilo: Le difficoltà sono state molte ma diciamo che quella che ad oggi è stata la più rilevante, è stato il proporre in Italia un prodotto che ha caratteristiche innovative nella funzionalità ma soprattutto nella comunicazione di cambiamento di stile. Infatti in Italia molti sono ancora convinti che i prodotti per le persone disabili debbano avere, come priorità, una serie di caratteristiche funzionali e non vi sia la necessità di apprezzare concetti come lo stile e la bellezza. Io invece ho puntato molto su questi elementi, cercando di modificare la definizione del termine “ausilio” e di trasformarlo in un prodotto al pari delle scarpe: non è che le persone hanno solo l’ausilio delle scarpe per non farsi del male ai piedi ma hanno delle scarpe con tutte le loro componenti di stile e bellezza, di costo, di funzionalità ed emozionalità.

Mad: Perché nonostante le difficoltà hai deciso comunque di rimanere in Italia?
Danilo: Anche questa non è stata una decisione, quanto una conseguenza. Non sono figlio di imprenditori, la mia voglia di arrivare ad ottenere un risultato nasce dal desiderio di una nuova vita a partire da questa mia nuova condizione. Questo mi ha portato a restare in Italia, a condividere in questo Paese le esperienze e a sperimentare il piacere di farlo.

Mad: Quali sono i risultati che hai ottenuto da quando hai iniziato la tua nuova avventura come imprenditore?
Danilo: I risultati non sono definibili in quanto sono sempre in base ad una decisione personale. Io reputo che da quando è cominciato il mio percorso di desiderio della creazione di questo prodotto, ho sempre avuto, per fortuna, molti risultati. Il primo è stato sicuramente quello di dare a me stesso la possibilità di poter vivere una mobilità e una vita più autonoma ed indipendente, con il piacere di averlo indosso, di comunicarlo e di trasmetterlo. Che poi questo risultato desse la possibilità di scegliere anche a persone che la pensano come me o meno ma che vivono la mia stessa situazione, è stato davvero un gran risultato. Così come grande risultato è stato il cambiamento di posizionamento di questo ausilio trasferendolo nel mondo del Design. Trovare il mio prodotto in libri o riviste che si occupano di Design di altissimo livello ha scatenato poi tutta una serie di interessi e di intenzioni di partnership da parte di imprese e di grandi brand che non lavorano nel settore ma con cui si è sviluppata una collaborazione sulla visione di una mobilità nuova.

Mad: Quindi si può dire che da un prodotto visto come accessorio indispensabile per la vita delle persone si è passati ad un prodotto di eccellenza?
Danilo: Non mi piace definirlo di eccellenza ma, piuttosto, come un prodotto che dà la possibilità di poter essere desiderato, di poter essere scelto e personalizzato, di far sì che si identifichi con la vita di tutti i giorni.

Mad: Parliamo della tua partecipazione all’Expo di Shangai.
Danilo: Shangai è stato uno degli ultimi grandi risultati, infatti tra i 265 prodotti di altissimo livello di Design selezionati in tutta Italia per l’Expo di Shangai 2010, c’è stata anche la mia carrozzina B-Free multi Function. Trovare una carrozzina in mezzo al Design Made in Italy, ad oggi definito come visione di stile, moda e Design, è un grande risultato di posizionamento di prodotto.

Mad: Ci parli brevemente delle caratteristiche del tuo prodotto?
Danilo: Oggi per vivere una vita indipendente c’è bisogno di una carrozzina per la vita quotidiana; ma se voglio andare sulla spiaggia o sulla neve, vi sono delle carrozzine specifiche, così come per fare sport. Io pensavo: “Strano, eppure sono sempre seduto, sempre su delle ruote”. Così ho creato questa carrozzina che si potesse adattare con degli accessori a tutti i momenti della nostra vita. Quindi con la stessa carrozzina e dei semplici accessori, da applicare prima di scendere dall’auto o in casa, posso farla diventare adatta per lo sport, la strada, la spiaggia o la neve. Ciò mi rende completamente autonomo e oltretutto non ho più bisogno di tre o quattro carrozzine, e quindi il loro costo totale ed il relativo ingombro, o l’aiuto di una persona che mi aiuti a scaricarle. Altra caratteristica molto innovativa è l’ingombro: togliendo le ruote e con una semplice vite, la carrozzina si chiude diventando compatta. Per fare degli esempi, nella bauliera di una Smart ce ne stanno due e in aereo si può portare come bagaglio a mano. Per chi non lo sapesse, negli aerei le carrozzine di solito vengono messe in stiva e, come succede per i bagagli, c’è il rischio che vengano perse o rotte, e in quel caso sono le tue gambe! Diciamo che la carrozzina dà delle possibilità e un’indipendenza maggiori seguendo il desiderio di essere più efficienti e più autonomi nella vita di tutti i giorni.

Mad: Perché Danilo ti senti Mad in Italy?
Danilo: mi sento Mad in Italy perché il desiderio di ottenere il risultato del mio progetto è stato condiviso da attori tutti anch’essi Mad in Italy. Ho avuto il piacere di toccare diverse realtà, che sono quelle dell’Interior Design, dell’Auto Emotion, e anche grazie al cambiamento di comunicazione del progetto ho avuto rapporti con chi tratta l’arte e la fotografia; e tutti hanno investito in una nuova visione, stimolati da un progetto. Questo penso sia il Mad in Italy, il fatto di fare gruppo. Di sperimentare nuove esperienze e di cercare di sviluppare un pensiero non ancora pensato.

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