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29 febbraio 2012
Post di Mad in Italy!
La storia Mad! di Paolo Malfassi e L’altra piadineria.

Abbiamo fatto sistema partendo da una piadina.

“Hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola?” Sembra un verso come tanti di una canzone di Samuele Bersani, ma Paolo Malfassi capì che in quelle parole c’era molto più di un ritornello orecchiabile: grazie a questa ispirazione musicale nasceva “L’altra piadineria”, oggi una delle catene di piadinerie più importanti d’Italia.

Paolo Malfassi crede nell’Italia e nel suo spirito creativo:” Perché in un momento difficile – afferma Malfassi – a livello di crisi economica e di crisi sociale come quelle che stiamo vivendo in Italia, voglio continuare a investire su quell’italianità, su quell’estrosità e su quel concetto di qualità alimentare nazionale che è capace di dare grandi soddisfazioni.”

A questo link trovate l’intervista completa a Paolo Malfassi.

27 gennaio 2012
Post di Mad in Italy!
Racconti di impresa.

Segnaliamo due interessanti iniziative che stanno portando avanti la valorizzazione delle idee di impresa nate e sviluppatesi nel nostro Paese.

Valorizzare le idee di impresa italiane attraverso il racconto è uno dei capisaldi che si colloca alla base del progetto Mad in Italy. Le nostre “Storie Mad”, con gli imprenditori in camicia di forza che si raccontano narrando la storia della loro impresa; le schede dedicate agli imprenditori storici che, con le loro idee “mad”, hanno reso importante l’Italia industriale e manifatturiera nel mondo; la recente rubrica “le aziende Mad si raccontano” in cui si lascia campo libero alle aziende di poter presentare la propria attività, dimostrano quanto il nostro progetto si sia fortemente incentrato sullo storytelling.

Ma chiaramente e per fortuna, non siamo i soli. Segnaliamo due interessanti iniziative, che portano avanti online la volontà di far conoscere a più persone le piccole grandi storie delle imprese italiane.

La prima ha un riferimento strettamente territoriale ed è realizzata dalla Camera di Commercio di Milano attraverso You Impresa, la business TV digitale dedicata al mondo delle piccole e medie imprese. In seno a You Impresa è presente la rubrica “Storie di impresa” una raccolta di video-racconti che in cinque minuti presentano la storia di un’impresa: gli esordi, la crescita, il futuro delle piccole e grandi realtà imprenditoriali made in Milano e provincia. Le storie sono circa una ventina e coprono vari settori produttivi e commerciali. I video-racconti seguono tutti un format ben preciso ma sono girati ed arricchiti editorialmente in maniera professionale (contributo di La7) e quindi risultano tutti interessanti e mai prolissi, grazie anche al vincolo temporale (5 min.) previsto dal format stesso.

L’altra iniziativa è invece la rubrica “Italian jobs – il bello di fare impresa in italia” nata all’interno del blog Estrogeni che ha avuto l’idea di raccontare piccoli casi italiani di successo imprenditoriale dedicando un appuntamento fisso, ogni primo lunedì del mese, in cui giovani aziende italiane hanno la possibilità di raccontarsi in diretta streaming su Facebook. L’iniziativa è rivolta prevalentemente alle start-up ed è già stata segnalata anche sul blog di Ninja Marketing.

Buona visione.

19 gennaio 2012
Post di Mad in Italy!
Potere alla follia! La Liguria.

Presentiamo gli Ambasciatori Regionali di Mad in Italy sulla home del nostro blog per conoscere meglio le ragazze e i ragazzi che stanno ricercando le Aziende Mad nelle loro rispettive regioni.
Oggi è la volta di Luca Rovere per la Liguria

Luca: il ligure medio che pensa Mad in Italy!
Mi chiamo Luca Rovere e abito in quella fantastica terra incastonata tra terra e mare: la Liguria. Mio nonno partì giovane per navigare, riportando a casa ricordi e musiche di terre lontane e lingue diverse dalla nostra. È da questo che probabilmente vengono la mia passione per le lingue e la mie passioni per la musica e per il viaggio.

Ho subito sposato il progetto Mad in Italy perché credo che solo con idee veramente creative (noi “mad” le chiamiamo idee lucidamente folli) si possa passare questo periodo di generale crisi nel mondo delle imprese e non solo.

La mia Liguria è da sempre terra di grandi attori e cantautori geniali ed un po’ fuori dalle righe, come quei “folli” di Paolo Villaggio e Fabrizio De Andrè che hanno segnato la storia (almeno italiana) con il loro modo di recitare e cantare. Io non ho di certo il loro talento, ma quel pizzico di follia creativa che contraddistingue il ligure medio l’ho messa in tasca e cerco di farne tesoro.

10 gennaio 2012
Post di Mad in Italy!
Le Aziende Mad si raccontano.

Il blog di Mad In Italy inaugura il 2012 con una nuova rubrica, dedicata alle Aziende Mad che desiderano raccontare le proprie storie. Storie di idee di impresa realizzate in Italia in un contesto e in un momento certamente non favorevoli per la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali.

Iniziamo con la storia di Centro Tice il primo centro di apprendimento italiano. A raccontarcelo è direttamente una delle fondatrici, il Direttore Scientifico del centro la Dottoressa Fabiola Casarini:

Sono il Direttore Scientifico del primo centro d’apprendimento italiano Centro Tice. Il centro è nato nel 2007 dal genio di Francesca Cavallini e dal mio desiderio di credere.

In Italia diverse migliaia di psicologi eccedenti la richiesta del territorio si laureano ogni anno. Noi siamo psicologhe. In Italia le donne attorno alla trentina che desiderano una famiglia sono poco rappresentate in posizioni di responsabilità e sono considerate un rischioso investimento: Noi siamo donne sulla trentina che vogliono una famiglia. E abbiamo inventato una società.

In Italia i talenti migliori che si sperimentano all’estero non tornano per motivi economici e di opportunità. Io ho costruito da zero la mia professionalità alla Columbia University (NY) e ho scalato i gradini professionali e universitari. Poi sono tornata in Italia, per la precisione nel piccolo paese di CastelSanGiovanni (PC), dove è iniziata l’avventura TICE.

Oggi stiamo inaugurando il terzo Centro Tice del nord Italia. Siamo circa 40 collaboratori e lavoriamo per aiutare oltre 200 famiglie che hanno familiari che necessitano di usufruire di un trattamento scientificamente fondato per riabilitare abilità di comunicazione, relazione, apprendimento.

Non abbiamo alcun tipo di supporto dal servizio sanitario pubblico ma, con una struttura amministrativa innovativa (definita più volte folle dai nostri commercialisti, che ora ci portano ad esempio nei congressi di categoria!) manteniamo i prezzi più popolari d’Italia.

L’etica è la nostra più grande conquista, la scientificità il nostro valore. Siamo convenzionati con l’Università di Parma e collaboriamo con molti campus internazionali. Dal 2009 siamo un centro di Ricerca privato e non abbiamo mai ritoccato i prezzi malgrado la crisi.  Il nostro lavoro scientifico è applaudito all’estero e siamo interlocutori per i grandi scienziati mondiali nell’ambito della scienza del comportamento applicata (ABA).

Con questa scienza, senza ricorrere a teorie mai dimostrate come spesso fanno psicologi e psichiatri, possiamo aiutare le persone con disturbi d’apprendimento, i bambini con autismo, i ragazzi con difficoltà scolastiche, i genitori con problemi educativi, le scuole con sfide d’integrazione e molti altri che hanno bisogno di ottenere cambiamenti concreti.

Personalmente, mi identifico con ogni valore di Mad in Italy, ne riconosco il sentimento di fondo, da ex immigrata che ha fatto “fortuna” negli USA ma ha deciso che la stessa adrenalina ed un nuovo sentimento di sfida, più sociale e meno personale, l’avrebbe trovato a casa.

Tice è una società che sposta la definizione di SUCCESSO dal riconoscimento economico a quello sociale. Per questa ragione TICE non è ricco e non lo sarà mai, e così è per i suoi amministratori. Tutto è reinvestito in tecnologia e formazione. Del resto un ricercatore è come un calciatore: serve una certa fame per mantenere alta la motivazione.

Fabiola Casarini

30 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
Carlo Gancia: il metodo di inventare il primo spumante d’Italia.

Quello che affascinava fin da bambino Carlo Gancia era come da dei grappoli d’uva suo padre riuscisse ad ottenere il vino. Questo interesse per il processo di vinificazione diventò il chiodo fisso che gli condizionò la vita facendone anche la sua grandezza.

Siamo alla metà del 1800, Gancia, che studiava farmacia e chimica a Torino, convinse il fratello ad affittare una cantina a Chiasso per sperimentare una folle idea che da tempo maturava in lui. Voleva capire quanto quel metodo champenoise, che aveva appreso nei due anni di permanenza in terra francese, fosse adattabile alle uve di moscato, tipiche del suo territorio.

Per circa quindici anni il progetto sembrava un fallimento: le bottiglie, a causa del troppo zucchero contenuto nell’uva di moscato, letteralmente esplodevano. Con il tempo, il problema fu superato togliendo, nel processo di produzione, gli sciroppi richiesti per fare lo champagne, che è prodotto con uvaggi meno zuccherini. Grazie ad alcune scelte strategiche, come quella di collocare l’azienda vicino ad un grande nodo ferroviario e quella di creare rapporti con gli agricoltori locali per ottenere uve di qualità a costi contenuti, la Gancia si affermò, nel corso degli anni, come un marchio leader che ebbe tra i suoi sostenitori perfino Cavour e Garibaldi.

Non sappiamo con cosa si brindò durante l’unificazione d’Italia, ma quello che è certo è che, da un’idea folle di Carlo Gancia, ebbe vita il primo spumante italiano.

27 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
Domenico Melegatti: il “pan de oro” e la sfida delle 1000 lire.

Alla fine dell’ottocento, nelle case di Verona, il Natale si festeggiava con un dolce tipico: il “levà”, un impasto di farina, latte e lieviti con mandorle e granelli di zucchero in superficie.

Domenico Melegatti, un pasticcere veronese, ebbe la grande idea di reinventare il levà, dando vita ad uno dei prodotti dolciari che ogni italiano conosce benissimo. Tolse le mandorle e lo zucchero sulla superficie, perché riteneva che frenassero la lievitazione, ed aggiunse burro e uova. Quando uno dei suoi garzoni vide il risultato esclamò, con accento veneto: “l’è proprio un pan de oro!”. E così Melegatti decise di brevettare, oltre che al prodotto e alla sua ricetta, anche il nome e la forma: il Pandoro.

Come tutti i prodotti di successo gli imitatori furono molti, ma Domenico, con uno spirito fortemente Mad in Italy!, lanciò una sfida ai suoi concorrenti che ne decretò il successo e la fortuna: lanciò “la sfida delle 1000 lire”! Avrebbe dato 1000 lire, (una bella cifra per essere nel 1894!) a chi fosse stato in grado di divulgare la vera ricetta del Pandoro.

Nessuno ci riuscì e le 1000 lire restarono nelle tasche di Domenico Melegatti, inventore di uno dei dolci più famosi d’Italia, che i medici, all’inizio del secolo, consigliavano addirittura ai convalescenti e alle donne in stato interessante come alimento leggero e nutriente!

22 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
Mad in Italy vi augura Buone Feste con la Storia Mad di Michele Cordioli e di Paluani.

“Pensare alla vita come ad una festa, anche lontano dalle feste”, questo è il titolo che ha accompagnato l’uscita della Storia Mad di Michele Cordioli e di Paluani lo scorso 13 luglio. Oggi il clima è un po’ meno afoso e le feste molto più vicine, atmosfera giusta per riproporvi il racconto di una avventura imprenditoriale legata alla produzione di prodotti dolciari di ricorrenza, ma non solo.

Paluani, un’azienda dolciaria con l’anima di bottega atigianale: questo è il profilo che ne traccia il suo Amministratore Delegato, Michele Cordioli: “Io credo che l’unica cosa che differenzia dai grossi numeri e dalle grandi multinazionali è la passione messa nel fare il prodotto in maniera artigianale:  ad esempio, utilizzare il latte fresco italiano rispetto al latte in polvere significa essere attenti a quello che la gente chiede.”

Cordioli afferma con convinzione lo spirito Mad! di Paluani, un’azienda che cerca di fare produzione alimentare in modo diverso, più umano e meno artificiale: “Ogni mattina vengo a lavoro con l’entusiasmo di sapere che lavoriamo bene e facciamo dei prodotti che rendono contente le persone, che tornano a  comprare soddisfatte. Abbiamo fatto quello che i nostri genitori ci hanno insegnato: lavorare con entusiasmo, con coerenza, portando avanti sempre le proprie idee e i propri sogni.”

A questo link trovate l’intervista completa con Michele Cordioli di Paluani.

15 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
La follia è contagiosa! Andrea Di Benedetto sostiene Mad in Italy.

I videomessaggi di sostegno che stiamo raccogliendo in giro per l’Italia dai sempre più numerosi sostenitori di Mad in Italy!

Andrea Di Benedetto è un giovane imprenditore, un imprenditore di prima generazione, dato che ha fondato a Pisa dieci anni fa una start-up tecnologica, la 3logicMK, che oggi è una dinamica realtà nell’ambito della progettazione ed integrazione di sistemi informatici, distinguendosi in particolare nell’esplorare campi come la realtà aumentata, il “knowledge management”, le applicazioni in mobilità.

Ma Andrea è anche Presidente Nazionale dei Giovani Imprenditori di CNA, ed è proprio in questa veste che ha dichiarato il proprio sostegno a Mad in Italy con un videocontributo in cui parla di centralità delle idee nei progetti di impresa, di nuove forme di credito orientate a sostenere di più le idee e meno i capitali, di un nuovo contesto culturale necessario alla valorizzazione della figura dell’imprenditore italiano.

Quello che dobbiamo fare, specialmente in Italia, è costruire una generazione di imprenditori che siano imprenditori della conoscenza, che abbiano delle idee ed abbiano i mezzi per portarle avanti. Per arrivare a questo abbiamo bisogno di tanti ingredienti”.

Scopriamo quali nell’interessante videomessaggio di Andrea.

7 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
Potere alla follia! La Toscana.

Presentiamo gli Ambasciatori Regionali di Mad in Italy sulla home del nostro blog per conoscere meglio le ragazze e i ragazzi che stanno ricercando le Aziende Mad nelle loro rispettive regioni.
Oggi è la volta di Sara Paoli per la Toscana.

Sono Sara, Ambasciatrice Regionale della Toscana per il progetto Mad in Italy. Ho ventiquattro anni, frequento il secondo anno della specialistica in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Siena.

Ho deciso di diventare ambasciatrice Mad in Italy perché credo veramente che l’Italia, e in particolare la Toscana, abbiano un tessuto imprenditoriale forte, legato al territorio e ricco di quel pizzico di lucida follia creatrice che ha portato i nostri prodotti in tutto il mondo.

Il mio obiettivo nel progetto è quello di dare spazio e voce a tutte le aziende che creano eccellenza, ricchezza e posti di lavoro in Toscana nonostante uno scenario politico ed economico non favorevole.

2 dicembre 2011
Post di Mad in Italy!
Le faremo sapere!

Il Mad curriculum della settimana.

Il mad curriculum della settimana non è una video presentazione ma un sito web che presenta il progetto innovativo di ristorazione pensato e realizzato dallo Chef Gian Maria Le Mura.

Gian Maria, oltre ad avere un prestigioso curriculum come chef, è infatti l’ideatore del primo ristorante-pizzeria touch screen Italiano, Maidireristorante Gastone che si trova a Giarre (CT). La sua “gastrobiografia” e le sue idee innovative lo ha portato a diventare Ambasciatore della cucina Siciliana a Jeddah (Arabia Saudita), Ambasciatore onorario in Belgio e premio Italia Hospitality come innovatore-ideatore nella tecnologia nella ristorazione.

Maidireristorante Gastone è ristorazione alternativa ed interattiva, gourmet happy hour – drunch – pizzeria, tavoli touch screen, cucina con schermi live da cui vedi la preparazione dei tuoi ordini, possibilità di commentare in tempo reale on line il piatto che hai scelto.

Scopriamo di più sul  progetto di Gian Maria visitando il sito di Maidireristorante Gastone. Buona visione e buon appetito.



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